Inoltre, si dice che la nicotina è un soppressore dell'appetito. Così, più una persona fuma, meno probabile è ad avere fame e così, meno probabile è che da mangiare. Uno degli effetti del fumo è che aumenta la frequenza cardiaca, che porta ad un aumento del tasso metabolico del corpo. Così, questo porta ad essere più calorie bruciate e più energia spesa.
Diversi tipi di tumore, come pure un'ulcera a livello dello stomaco o dell'intestino, possono causare infiammazioni o problemi di malassorbimento che portano ad un dimagrimento improvviso. «Quando un paziente viene da me lamentando un'inspiegabile perdita di peso, la prima cosa che faccio è controllare stomaco, colon e intestino alla ricerca di un possibile cancro o di un'infiammazione – ammette la dottoressa Wakim-Fleming – dopo di che cerco anche eventuali tumori nell'esofago, che possono rendere difficoltosa la digestione».
Ad esempio, rientra fra le cause dimagrimento anziani il rapporto che i seniors hanno molto spesso con i dolciumi, poiché gli zuccheri raffinati danno una sensazione di sazietà immediata all'organismo, specialmente se sedentario, ed anche un senso di appagamento che suscita benessere psicologico che, pertanto, rende tutti gli alimenti molto zuccherati un'ottima arma contro la depressione e il senso di solitudine. Proprio questa predilezione per alimenti calorici, ma poco nutrienti genera spesso nell'anziano delle carenze proteiche che limitano l'organismo nella riparazione dei tessuti usurati.
L'applicazione di questi principi, legata alla ragionevolezza delle porzioni e alla giusta ripartizione dei pasti, assicura una solida base di partenza per dimagrire velocemente. Tra l'altro, ciò garantisce (quasi del tutto) anche l'apporto dei micronutrienti (sali minerali e vitamine). L'unico accorgimento supplementare di cui tener conto è quello di mantenere una quota di fibra alimentare che si attesti intorno ai 30g al giorno.
Sono i numeri a certificare la scarsa attenzione rivolta a questo ambito, come documentato da uno studio tutto italiano pubblicato sulla rivista «Oncotarget». Il lavoro ha dimostrato come la perdita di appetito e di peso siano comuni nei pazienti oncologici fin dalle prime fasi di malattia e rilevabili già alla prima visita oncologica. Ma le contromisure non sempre sono assunte in maniera tempestiva, se un’altra indagine condotta a livello europeo ha evidenziato come oltre sette pazienti su dieci convivano nella fase delle terapie con problemi legati alla dieta.

Per affinare la silhouette, il cardio è benvenuto, consentono tutti i tipi di formazione come corsa, biciclette, saltare la corda per bruciare calorie. Praticare con constanza è sufficiente intensità. Questi sport possono tonificare la silhouette in generale, ridurre il grasso e aumentare la temperatura corporea, quindi attivare il metabolismo e consumare questi grassi stessi.
Un serio problema che spesso si pone è contrastare la perdita di peso conseguente a patologie neoplastiche; in questi casi il calo ponderale è legato alla malattia stessa e spesso anche ai trattamenti utilizzati per combatterla (radioterapia e chemioterapia); secondo alcuni autori il semplice accrescimento dell’apporto dietetico o la prescrizione di supplementi nutrizionali tradizionali hanno un’efficacia limitata e suggeriscono l’introduzione nella dieta del paziente oncologico di supplementi nutrizionali a base di acido eicosapentaenoico da combinare con specifici supporti calorici e proteici.

Per dimagrire velocemente ed in maniera tale da conservare i risultati a lungo termine evitate di digiunare o di fare diete drastiche e miracolose. Con il digiuno infatti non andrete a colpire il grasso presente nel corpo, ma solamente le riserve di acqua ed i tessuti muscolari. Questo perché il corpo umano quando andate a digiunare protegge le riserve di grasso necessarie a sopportare il momento di crisi, e per prima cosa usa le riserve di acqua e soprattutto i tessuto muscolari.
In generale però, qualsiasi tipo di attività fisica, purché regolare e costante, rappresenta un ottimo modo per accelerare il metabolismo e aiutarvi nell'impresa di perdere peso. Quindi lasciatevi guidare da gusti e preferenze nella scelta degli sport e assicuratevi di praticarli con regolarità: niente vi premierà più della costanza e dell'impegno continuo.

Innanzitutto è necessaria una premessa: nel caso in cui si verifichi una perdita di peso che non sia associabile a un cambiamento volontario del proprio regime alimentare oppure a un aumento dell’attività fisica, è opportuno verificare la correttezza delle proprie abitudini alimentari oppure indagare l’eventuale presenza di una condizione patologica.
Una credenza errata che ancora molti di noi hanno è che ‘meno mangio, più dimagrisco‘: nulla di più sbagliato! Il nostro metabolismo ha una memoria, se noi lo abituiamo a mangiare poco, e sempre le stesse cose, arriverà il momento in cui questo si ‘addormenterà’, non agendo più in modo efficace sul nostro peso. Quello che consigliano i nutrizionisti più esperti è infatti fare tanti pasti ma equilibrati: il pasto più importante è da sempre la colazione. Quando ci svegliamo la mattina, infatti, il nostro organismo avrà le ‘riserve’ nutrizionali completamente vuote: è durante la notte che il nostro corpo rigenera le cellule e gli organi che lo compongono, arrivando alla mattina completamente svuotato sia dai nutrimenti che dai liquidi assunti il giorno prima. Per questo diventa fondamentale iniziare la giornata con almeno un bicchiere d’acqua, meglio se tiepida (aiuta a risvegliare il metabolismo) e con un apporto equilibrato sia di grassi, di proteine e di carboidrati. Successivamente gli step da seguire saranno uno snack a metà mattina, seguito dal pranzo, per poi arrivare ad uno snack pomeridiano, concludendo poi con la cena. La ‘regola’ che potremmo adottare, se così possiamo chiamarla è: colazione da regine, pranzo da principesse e cena da povere, per riassumere in modo semplice ma chiaro il diminuire gradualmente la quantità dei pasti che andremo a fare durante la giornata.
I prodotti a base di farinacei come pasta e pane fanno ingrassare: Il grano e le farine in genere non fanno ingrassare, ovviamente a patto di consumare porzioni proporzionali al proprio fabbisogno calorico; sarebbe opportuno consumarli almeno in parte nelle rispettive varietà integrali, ma sono e devono rimanere la base dell’alimentazione (dopo verdura e frutta).
La perdita di peso può essere il sintomo di un problema di salute quando corrisponde a un dimagrimento di 5 kg o pari al 5% del peso corporeo in meno di 6-12 mesi. Alla base possono esserci problemi come depressione, ansia o stress, un tumore, un'infezione cronica come quella da HIV, una malattia cronica (come la BPCO o il Parkinson), l'assunzione di farmaci (ad esempio chemioterapici o medicinali per problemi alla tiroide), l'abuso di droghe o di lassativi, problemi digestivi cronici o infezioni intestinali prolungate, disturbi dell'alimentazione, un diabete non diagnosticato o un ipertiroidismo.
Ma, a questo punto, l'altra domanda che sorge spontanea è la seguente: perché nel 73% dei casi le persone riprendono velocemente peso (di solito nei primi 3 mesi) appena hanno terminato una dieta? Perché le tante e “tostissime” settimane di dieta (che sono sembrate mesi e mesi di duro sacrificio quasi fantozziano), di disciplina e privazioni varie di colpo finiscono e tu diventi un essere libero che esce dalla gabbia delle privazioni alimentari.
Per quel che concerne la frutta, suggerisco di collocarla in maniera ottimale lontano dai pasti, ovvero in corrispondenza degli spuntini (se ne consigliano circa 2 porzioni al giorno). Tale scelta consente di NON incrementare ulteriormente il carico energetico/glicemico dei pasti principali; inoltre, favorisce costantemente l'introito di fibra alimentare, sali minerali (potassio) e vitamine (A, C, E), migliora la digestione e sfrutta a pieno il potere saziante della frutta.
Equilibrio è la parola chiave per dimagrire. Anche se ci sono diete che non limitano le quantità, un buon modo per dimagrire è svitare di rimpinzarsi di cibo, anche se salutare. È possibile utilizzare il palmo della mano come misura per le porzioni di cibo. Ciò significa che la quantità di proteine ​​da inserire nel vostro pasto dovrebbe essere della dimensione del palmo della mano, mentre la dimensione del vostro pugno dovrebbe essere l’equivalente dei carboidrati da inserire nel piatto. In questo modo non sovraccaricherete il vostro corpo con porzioni troppo grandi per la vostra taglia.

13 punte che ti renderanno influente nel dimagrire

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